Le possibilità di interazione tra gli elementi che si presentano sullo schermo e mouse si ampliano superando il classico paradigma del “point and click”, in un incrocio di creatività tra animazione, algoritmi matematici, e simulazione che permettono di attribuire agli oggetti e agli ambienti una serie di comportamenti che si evolvono nel tempo, autonomi o determinati dalle azioni dell’utente. Nelle raccolte di esempi delle comunità dei web designer si possono trovare moltissime sperimentazioni in questa direzione, con oggetti che ci inseguono continuamente quasi attratti da una forza o che si allontanano dal mouse come respinti da un campo magnetico. Lo stesso comportamento può essere attribuito con minime variazioni ad un gran numero di elementi tutti uguali creando sciami di oggetti che si muovono guidati da una regia comune seguendo le regole dei sistemi particellari.
Associando un determinato comportamento ad ogni singolo carattere tipografico di un testo, descrivendone con uno script il movimento in risposta alle azioni dell’utente. I caratteri tipografici, immateriali e tradizionalmente statici nella pagina, al passaggio del mouse potranno inaspettatamente spostarsi, come mossi dal contatto con la freccetta del puntatore e regolando opportunamente i parametri che determinano il loro movimento seguiranno le leggi di granellini di sabbia mossi dal vento o fluttueranno come sulla superficie increspata dell’acqua mossa dal passaggio del mouse. L’effetto di sorpresa lascia presto il campo al piacere di provare ad essere vento o acqua che attraversano uno sciame di caratteri lasciando uno scia del proprio passaggio . Si applicano leggi matematiche e fisiche per ottenere effetti di interazione che in rete hanno il valore di creare una sensazione, costruire un’esperienza del tutto nuova piuttosto che simulare il reale, e questo anche quando agli oggetti vengano attribuiti comportamenti che introducono elementi di fisicità, quali una massa che determina un’inerzia nel movimento, un campo gravitazionale che li rende pesanti, quando li si ambienta in uno spazio 3d. L’utente si trova a vivere in universi arbitrari ma comprensibili e coerenti in se stessi.